IL LETARGO: TARTARUGHE D’ACQUA

 

CHE COSA SUCCEDE D’INVERNO?

Per gli allevatori che scelgono di allevare le tartarughe acquatiche all’aperto, nella stagione invernale le specie nord americane, asiatiche ed europee non avranno nessun tipo di problema ad affrontare il letargo, invece per quanto riguarda le specie più “tropicali” ad esempio quelle provenienti dal sud america o dall’africa, il letargo è proibito, poichè le temperature non si abbassano mai drasticamente dunque gli animali provenienti da queste zone NON POSSONO FARE IL LETARGO.

PREPARARSI AL LETARGO:

Le tartarughe acquatiche vanno in letargo da ottobre/novembre fino a marzo/aprile, non esistono date precise, anche perchè varia a seconda del clima.

Nei mesi precedenti all’entrata in letargo bisognerà alimentare con più frequenza le nostre tartarughe, sopratutto nel mese di settembre, all’ arrivo dei primi freddi invece bisognerà iniziare a diminuire le dosi, fino a interromperle drasticamente quando le temperature si stabilizzeranno sui 10/15°C .

Perchè? le tartarughe che continueranno a mangiare prima dell’arrivo del freddo, rischiano di trovarsi con lo stomaco pieno durante le prime fasi del letargo, dato che durante questa fase le tartarughe riducono al minimo ogni loro funzione vitale, tra cui il processo digestivo, risulta dannoso trovarsi a pancia a piena, poichè quel cibo non verrà correttamente digerito e c’è il rischio che addirittura marcisca all’interno dello stomaco.

Una tartaruga acquatica non dovrebbe mangiare almeno una settimana prima del letargo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COME FUNZIONA IL LETARGO DELLE TARTARUGHE:

Durante il letargo ogni funzione vitale viene ridotta al minimo per evitare inutili sprechi di energia e per sopravvivere alle basse temperature invernali.

L’effetto ghiacchio: i laghetti devono essere profondi almeno un metro, poichè al ghiacciarsi della superficie del laghetto, lo strato liquido di acqua sottostante rimarrà isolato e quindi avrà temperature maggiori rispetto a quelle esterne.

Profondità del laghetto: abbiamo detto che il laghetto dovrà essere profondo almeno 1 metro per permettere alle tartarughe di andare in letargo, inoltre è utile avere un substrato di torba o di sabbia sul fondo, che permetterà alle tartarughe di avere un ulteriore “coperta” isolante.

La superficie del laghetto: la superficie dei laghetti tende a gelare, sopratutto in quelli più piccoli, come abbiamo precedentemente detto questo è un bene per le nostre tartarughe, tuttavia consiglio sempre di creare almeno un buco sulla superficie, in modo tale che se le tartarughe ne sentiranno il bisogno potranno respirare.

La respirazione durante il letargo: è stato studiato che alcune specie di tartrughe acquatiche, sopratutto quelle dal guscio molle, nei mesi invernali, non hanno bisogno di respirare l’aria, poichè il guscio stesso fà da superificie di scambio tra andride carbonica ed ossigeno.

Il Risveglio: E’ sempre bello quando il week-end di pasqua, dopo un lungo e freddo inverno i fiori sbocciano e nel laghetto possiamo finalmente notare le nostre tartarughe prendere il sole, tuttavia consiglio ,appena le temperature primaverili si stabilizzano, di rincominciare ad alimentare le tartarughe.

Dopo il risveglio è opportuno fare un controllo della salute alle tartarughe, poichè nei mesi invernali si potrebbero essere sviluppate ipovitaminosi, polmoniti o altre malattie, in questo caso si potranno curare tempestivamente con l’aiuto di un veterinario esperto in animali esotici.

 

Curiosità: se si vuole far riprodurre una coppia di tartarughe è essenziale che esse facciano il letargo, poichè è parte del loro ciclo vitale, e nei mesi successivi al risveglio inizierà la fase dell’accoppiamento.

TartaGuida

efivizzoli@gmail.com

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